“Il prezzo della Notte” di Fabrizio De Sanctis – blogtour

Amiche Lettrici e Amici Lettori,
oggi il Bosco dei Sogni Fantastici accoglie FABRIZIO DE SANCTIS, autore del romanzo giallo Il Prezzo della Notte, una delle novità di NPS Edizioni: ospitiamo la tappa del blogtour con una piacevole intervista.

Buona lettura!


Benvenuto, Fabrizio! Come stai? Cosa ci racconti di te?
Bentrovati! Sto bene, come chi torna a casa perché, anche se sono solo alla seconda pubblicazione con NPS, comincio a sentirla davvero come “casa”. Devo dire che la pubblicazione de “I cassetti dei sogni” ha rivitalizzato idee e voglia di scrivere (quelli bravi parlerebbero di “vena creativa”, ma io non mi sento “bravo”). Ma la cosa più bella è avere un nipotino di dieci anni accanito lettore e la sorellina di sei che pare bene indirizzata.

Che rapporti hai con il genere giallo? Cosa ti spinge a scrivere di indagini, morti e quant’altro?
Il mio rapporto col giallo nasce con la lettura. A dodici anni mio padre mi regalò un librone con i quattro romanzi e ventiquattro racconti con protagonista Sherlock Holmes e lì scoccò la scintilla. Il giallo è mistero, avventura, logica; tutti ingredienti che mi hanno sempre affascinato. La scrittura è venuta molto più tardi; un mettermi alla prova, vedere se “ero capace” di creare un intreccio. Insomma, una sfida con me stesso. Quanto ai morti, non c’è giallo senza cadavere, anche se qualcuno di mia conoscenza sostiene che sono un serial killer mancato…

Hai pubblicato vari libri gialli ambientati a Firenze. Come mai questa scelta? Qual è il tuo rapporto con la tua città?
Resto convinto che si debba scrivere di ciò che si conosce, a cominciare dall’ambientazione.
Firenze è il mio habitat naturale e mi sforzo di farla “vivere” al lettore. Nelle mie rare escursioni “fuori delle
mura” (solo racconti brevi) mi sono trovato in difficoltà, pur rimanendo in luoghi ben conosciuti come, per esempio, il Casentino. Quanto al mio rapporto con Firenze, ormai è diventato di amore- odio. In tante, troppe cose non la riconosco più. Da tanti anni non vado più in centro; ne ho perso il conto…

Parliamo del nuovo libro che hai pubblicato con NPS Edizioni: “Il prezzo della notte”. Come è nato? Di cosa tratta?
È un romanzo nato nel 2014, in un momento molto difficile della mia vita. Quell’anno, il 2014, segnò una svolta radicale. Fu pubblicato il mio primo romanzo, “Format”; il secondo “Minchiate”, uscito due anni dopo, vinse un concorso letterario non “di genere”; questo, col titolo “L’ultima corsa”, scritto in due mesi (scadeva il termine per l’invio…) arrivò fra i cinque finalisti del Premio Tedeschi del Giallo Mondadori. Insomma, mi convinse che ero ancora in grado di tirare fuori qualcosa di buono.
Per la serie “scrivere di ciò che si conosce”, è ambientato nel mondo dei tassisti. Ne conosco diversi. È un ambiente particolare, con molte problematiche, a suo modo affascinante, circondato da molti pregiudizi. Non facile da trattare. Spero di averlo fatto nel modo giusto.

Nel romanzo “Il prezzo della notte”, il Commissario Siciliano è affiancato dal vicequestore Lanzi,
della Buoncostume. Parlaci un po’ di questo “Siciliano in gonnella”.

Domanda interessante, perché mi permette di chiarire alcune sfaccettature.
La versione originale era ambientata vari anni prima di “Format” e mancavano tutti i co-protagonisti dei miei romanzi, a cominciare dalla sovrintendente Clarice Alessi.
Quando l’amico Alessio Del Debbio mi ha proposto di rimettere mano a “L’ultima corsa”, il primo obiettivo è stato reinserirli tutti. Stefania Lanzi, però, è rimasta, un po’ perché la vicenda lo richiedeva (niente spoiler…), molto perché è una figura che mi piace. “Siciliano in gonnella” è una definizione che mi piace: spregiudicata, dura, senza peli sulla
lingua, ma anche con un cuore; del resto, una donna al comando della Buoncostume ha i suoi bravi problemi, no? “Il prezzo della notte” mi ha fatto venire voglia di riesumarla e credo che Siciliano non se ne avrebbe a male.
Colgo l’occasione per un discorso di più ampio respiro. Al di là dello scheletro della vicenda, questo è a tutti gli effetti un romanzo “nuovo”, a cominciare dal fatto che oltre dieci anni possono essere un’era geologica. Non è una battuta. Quando l’ho riletto, la prima domanda è stata: chi l’ha scritto questo affare? Questione di sensibilità, stile, tempi. Insomma, non è stato un revisionare quanto un riscrivere (anche il finale ne è stato “vittima”, ma no spoiler…).
In questo aiutato dall’ottimo editing di Stefano Mancini, col quale siamo ormai in sintonia (grazie ancora, Stefano!).

C’è stato qualche fatto reale, dato di cronaca, che ti ha ispirato nella stesura del romanzo?
Ahi! Dovrei spoilerare. La risposta è ovvia: sì, senza entrare in particolari. La cronaca, per un giallista, è la prima fonte d’ispirazione.

Nuove idee, progetti? A cosa stai lavorando? Siamo curiosi di sbirciare nel tuo studio!
Ebbene sì. Due, in particolare. Sto rivedendo in profondità un romanzo nato da un racconto del 2016 (il racconto, non il romanzo) uscito in una raccolta sull’amore (potete immaginare come abbia trattato l’argomento…).
E sono in pieno trip narrativo su una storia ispirata dal Capodanno Fiorentino (che è il 25 marzo, festa dell’Annunziata) e a noi piace sempre farci gli auguri. Infine, accarezzo l’idea di sviluppare un altro racconto ambientato della Firenze del ‘400. Chi vivrà vedrà…

Titolo dell’ultimo libro letto e di quello in lettura.
L’ultimo: “Sette metri quadri” di Jussi Adler-Olsen. In lettura: “Nella casa delle ossa” di Stuart MacBride.

Grazie per essere stato nostro ospite e in bocca al lupo per questa nuova storia!
Grazie a voi e, speriamo, a presto!


Firenze, oggi.
Tre tassisti, uccisi ogni venerdì notte, segnano l’inizio di una serie di delitti che scuotono il cuore della città. Il commissario Siciliano si ritrova a fronteggiare un caso che non smette di complicarsi, una catena di omicidi che si allunga con l’apparente coinvolgimento di una prostituta e di un travestito.
Affiancato dalla vicequestore Lanzi, della Buoncostume, Siciliano si convince che gli ultimi omicidi siano solo un depistaggio. Così, con l’aiuto di un amico tassista, inizia a scavare nel sottobosco della categoria, rivelando una rete di usura che si estende oltre la superficie, ma le risposte che cerca sono ben più elusive. Solo risalendo al movente dei delitti, il tenace commissario potrà sciogliere l’enigma e risolvere il caso.


Finalista al Premio “Alberto Tedeschi” del Giallo Mondadori 2014, Fabrizio De Sanctis ci regala un avvincente romanzo poliziesco, in cui le strade di Firenze si fanno pericolose e il buio della notte odora di segreti e vendette.


Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Lascia un commento