
Amiche Lettrici e Amici Lettori,
oggi ospitiamo una tappa del blogtour dedicata al volume DI SPADE E DI EROI – Storie di Lame Leggendarie realizzato da NPS Edizioni: una raccolta di racconti fantastici scritti da diversi autori e autrici dedicati alle Spade più o meno famose che hanno un che di… leggendario!
Oggi diamo spazio a ROBERTO BRANCA, che ha partecipato all’antologia con un racconto intitolato Arondight.
Buona lettura!
Benvenuto Roberto Branca
Parlaci un po’ di te. Chi sei? Cosa fai? Dove vai?
Ciao a tutti! Bella domanda, specialmente il “dove vai” visto che di solito è all’aeroporto per andare a esplorare un altro pezzetto di mondo. Sono un super appassionato di viaggi, storia inglese, leggende e folklore ma nella vita di tutti i giorni faccio il chiropratico – avete presente quei tipi che mettono a posto la schiena? Ecco, presente.
E siccome un corso universitario vero di chiropratica in Italia non esiste ancora, finite le superiori ho passato diversi anni a studiare in Inghilterra dove mi sono appassionato all’atmosfera del posto, ai suoi miti e alle sue leggende. Dopo un po’ son tornato in Italia, ma il legame con Albione è rimasto e ora è l’ambientazione principale – diretta o indiretta – di tutto quel che scrivo.

Cos’è per te la scrittura? Hai qualche storia particolare da raccontare sul tuo modo di scrivere? (manie, vizi, virtù, aneddoti, passioni…)
Credo che la passione per la scrittura vada di pari passo con quella della lettura: divorando libri, fumetti, racconti, romanzi è naturale iniziare a fantasticare e poi voler provare a mettere nero su bianco le idee che vengono. Personalmente ho fatto molti anni di pratica con le fanfiction, che se da una parte ti liberano dal dover creare da zero grossa parte dell’ambientazione, dall’altra sono un’ottima accademia per crearsi uno stile proprio e imparare a scrivere e descrivere rimanendo fedeli alle caratterizzazioni e alle voci dei personaggi.
Credo che come nella vita reale ogni persona ha i suoi manierismi e stili di conversazione, così anche i personaggi di un racconto non debbano suonare tutti uguali tra loro ma necessitino di una propria voce, stile, tono.
Una particolarità del mio modo di scrivere è che provo il più possibile a produrre subito la “bella copia”, riducendo al massimo la necessità di editing futuro. Questo vuol dire che posso trascorrere un’intera giornata solo su una frase di dialogo se non mi suona bene.
Per la parte descrittiva invece ho bisogno di una passeggiata: camminando visualizzo la scena e risolvo blocchi di trama che seduto alla poltrona sembrano insuperabili.
Parliamo del racconto che hai scritto per “Di spade e di eroi”: Arondight.
Come è nata l’idea?
Questo racconto è un’occasione che aspettava di accadere. Avevo già in mente da qualche tempo un’intera trama incentrata sull’idea che i cavalieri più celebri del ciclo arturiano fossero ancora vivi ai giorni nostri ed ero impegnato a documentarmi su ognuno di loro quando si è aperta la possibilità di partecipare a quest’antologia. Ho deciso di cogliere dui piccioni con una fava e di costruire quello che in TV sarebbe un backdoor pilot, una prima introduzione a questo mondo sfruttando le ricerche fatte e costruendo una breve trama ad hoc.
Inoltre è la mia prima esperienza con un racconto breve e volevo mettermi alla prova per vedere se sarei riuscito a creare qualcosa di – spero – appassionante anche con un numero limitato di pagine a disposizione.
Credo sia una delle cose che ho scritto più rapidamente di sempre. Dall’inizio alla consegna saranno passati tre giorni.
A quale spada ti sei ispirato? Perché questa scelta?
La scelta è ricaduta su Arondight, la lama di Lancillotto, ma in realtà è stata quasi casuale. Esclusa Excalibur, che per ragioni che saranno chiare dopo la lettura del racconto non volevo toccare, si sa molto poco sulle spade della maggior parte dei cavalieri della Tavola Rotonda, al punto che molte di loro non hanno neanche un nome universalmente riconosciuto.
L’esistenza di Arondight mi ha evitato di dover inventare una spada da zero, cosa che mi sembrava in contrasto con lo scopo di quest’antologia, e permesso di incentrare la narrazione su Lancillotto, sicuramente il più celebre e interessante dei paladini di Camelot. Questo si sposava bene anche con il poco spazio a disposizione, sarebbe stato difficile realizzare un racconto interessante su un personaggio minore mentre Lancillotto è stato trasposto così spesso al cinema da essere noto anche a chi non sa granché delle vicende di Artù.
Dove e quando si svolge la storia?
La storia è ambientata più o meno ai giorni nostri – quattro anni fa per la precisione – in Germania. In termini di quando, volevo alleggerire un po’ la costante presenza dei social media del mondo di oggi e soprattutto avevo necessità di sincronizzare il tutto con un determinato evento. In termini di dove, ho deliberatamente scelto di tenere i personaggi fuori dall’Inghilterra per ora e volevo esplorare altre ambientazioni europee. Da appassionato di viaggi, volevo sfruttare la possibilità di calare Lancillotto in un contesto che alternasse antichi borghi e castelli con città moderne e industriali.
Inserisci una citazione dal racconto, se vuoi.
“Sono stato chiamato in innumerevoli modi nel corso dei secoli… Galahos, Ancalot, amore, Flagello di Carados, Lance, figliuolo. Ma come ebbi già modo di dirti, il mio nome è Lancillotto, figlio di Ban e Cavaliere di Camelot.”
Grazie per essere stato con noi.
Auguriamo a tutti voi una buonissima lettura!
L’Autore Roberto Branca
Grande appassionato di viaggi e storia, Roberto Branca è chiropratico in quel di Rende (CS). Il percorso di studi lo porta a vivere per molti anni in Inghilterra, dove si innamora della ricca letteratura locale e in particolare dei romanzi storici e folkloristici, di Harry Potter e del ciclo arturiano. Quando non è in giro per il mondo o impegnato con pazienti si dedica alla scrittura, sia saggistica che fiction. Con NPS edizioni ha pubblicato il racconto “Arondight” per l’antologia “Spade del mito” e il suo primo romanzo completo: “Ellie Sanders e la città dei Druidi”.