La Coda delle Lucertole di Alice Cervia

a cura di Daniela Tresconi

Amiche e Amici Lettori,
oggi vi propongo il romanzo di Alice Cervia dal titolo LA CODA DELLE LUCERTOLE, pubblicato con Augh Edizioni.

Buona lettura!


Chissà se l’autrice Alice Cervia ha volutamente mettere al centro del suo brevissimo romanzo i ricordi.

I ricordi che scompaiono, quelli che si cercano come bussola di una vita, quelli che cambiano il futuro e quelli che lo plasmano.

Vincenzina, la protagonista, è una cacciatrice di ricordi, scava nel passato delle persone, costruisce il loro albero genealogico e lo fa percorrendo i vialetti dei cimiteri, nel silenzio delle tombe, scrutando tra le foto delle anime.

La sua antitesi è il padre, un uomo che invece i ricordi li sta perdendo, un malato di Alzheimer che affonda nelle
nebbie dell’oblio e il suo compagno di viaggio è Ruben, il suo vicino di casa che caccia le anime evase dall’aldilà. Anime che grazie ai loro ricordi cercano in tutti modi di rimanere appese a questa vita, a cavallo tra la morte e la vita, cercando vendette, giustificazioni, espiando i propri dolori e le proprie colpe.

Un romanzo che appartiene al genere weird, a metà tra fantasy ed horror, trascurando lo stile terrificante per virare invece verso lo stupore e l’originalità.

Particolare la scelta del titolo: La coda delle lucertole.

Nessun animale si lascia volentieri indietro un pezzo di sé, ma quando tocca decidere tra la vita e la morte, meglio abbandonare una coda che rimetterci la pelle. Le lucertole sono maestre in questa capacità di staccare parti del corpo: la loro coda continua ad agitarsi anche dopo la “cesura”, confondendo i predatori e lasciandole libere di fuggire. 

Ugualmente nessuna persona lascia volentieri un pezzo di sé ma a volte è necessario lasciar andare per superare e sopravvivere. A volte occorre fare scelte importanti per scoprire la verità.

Buona lettura.


Vincenzina Montefiori ha ventitré anni, un padre malato di Alzheimer e si mantiene facendo ricerche genealogiche. Viene contattata da uno strano vicino di casa, Ruben, che le propone di rintracciare la famiglia di Mario, un clochard morto in solitudine nel 1997. Vincenzina non si fida di Ruben, il quale sostiene di essere un cacciatore di anime evase dall’aldilà. Tuttavia l’uomo dimostra di non aver mentito e lei, alla fine, decide di aiutarlo: ha così inizio un’indagine giocata sul filo della memoria, alla ricerca di un nesso che leghi una serie di morti misteriose. Una pista che sembra avere origine addirittura nel lontano Ottocento e che ruota attorno a un lanternista girovago parigino. “La coda delle lucertole” è una storia breve e intensa, una finestra tra il mondo reale e ciò che non possiamo immaginare. Una pura esperienza weird.


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